Provincia Autonoma di Trento - Minoranze Linguistiche

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Il San Valentino dei cimbri

Un'antica devozione legata ai cicli del nascere e del morire della natura: un proverbio diffuso tra i cimbri dei Sette Comuni del vicentino

Un'antico, ormai completamente dimenticato patrono dei Cimbri era San Valentino. Il significato profondo di questa festa, un tempo molto sentita, è da ricercare ancora una volta nei cicli del nascere e morire della natura, attorno ai quali le comunità cimbre strutturavano e davano significato al trascorrere del tempo. Un proverbio dei 7 Comuni (Gallio) recita: "S. Valentin, der striif dahin; acht tage au, acht tage abe, 'z bazzar auz pa loche", cioè "A San Valentino lo striscio scompare, otto giorni prima o otto giorni dopo, l'acqua fuori dal buco". Il "striif" o "striaf" è la linea, cioè il solco lasciato dai tronchi trascinati giù per l'antichissima via di collegamento tra l'Altopiano e la pianura, la Val Frenzela. Il "loch" è molto probabilmente quello dell'orrido del "Buso" nella stessa valle. Il significato del proverbio è quindi: attorno a San Valentino, otto giorni prima o otto giorni dopo, il gelo allenta la sua morsa, i segni dell'inverno, cioè il solco indurito nel terreno e il ghiaccio non ci sono più. L'acqua torna a scorrere. Tutto si prepara al grande risveglio, alla grande "chiamata di marzo". L'acqua torna a fecondare la terra e a renderla coltivabile. In questo antico rito è da ricercare anche la radice dell'interpretazione moderna di San Valentino, la festa degli innamorati.
(Fonte: prof. Ermenegildo Bidese, www.cimbri.org)