Provincia Autonoma di Trento - Minoranze Linguistiche

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Minoranze linguistiche
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La minoranza ladina di Fassa

famiglia ladina

 

I Ladini delle Dolomiti sono una minoranza linguistica stanziata in cinque vallate che si dipartono dal massiccio del Sella (Fassa in Trentino, Badia e Gardena in Alto Adige/Südtirol, Livinallongo e Ampezzo in Veneto), dove ancora oggi si parla una lingua di antica origine. Pur nella loro diversità, gli idiomi rappresentano varietà locali di una stessa lingua, il ladino, che ricopre una posizione autonoma nel quadro delle lingue romanze. Il ladino dolomitico (o ladino centrale: ca. 30.000 parlanti) costituisce la porzione centrale di un sistema linguistico più vasto che comprende inoltre il Cantone svizzero dei Grigioni, dove si parla il romancio (o ladino occidentale: ca. 40.000 parlanti), e la regione Friuli, con il friulano (o ladino orientale: oltre 700.000 parlanti). Le tre aree rappresentano la parte residuale di un più vasto territorio romanzo che un tempo si estendeva dalle sorgenti del Reno all’Adriatico, successivamente ridotto e frazionato a causa delle migrazioni di popoli e degli influssi linguistici dalle aree circostanti.

 
comuni fassani stemmi

 

I sei* comuni ladino-fassani (Moena, Soraga, Sèn Jan di Fassa/Sèn Jan, Mazin/Mazzin, Ciampedel/Campitello, Cianacei/Canazei) costituiscono il Comun General de Fascia, che ha sostituito il Comprensorio Ladino di Fassa, erede della Magnifica Comunità di Fassa (Communitas Fasciae), della quale la prima menzione documentaria risale al 1253. La vita del popolo ladino fassano fu da sempre caratterizzata da un’economia di pura sussistenza a causa delle difficili condizioni climatico-geografiche. Accanto all’agricoltura un’importante attività economica fu l’allevamento di ovini, cui si è aggiunto successivamente quello bovino. Le disagiate condizioni di vita spinsero molti fassani all’emigrazione stagionale. A partire dall’inizio del XIX secolo l’emigrazione raggiunse livelli consistenti in concomitanza con lo sviluppo dell’attività del pittore-decoratore (i pitores). Soprattutto dai più disagiati paesi dell’alta valle, schiere di pitores emigrarono stagionalmente per raggiungere le più floride regioni dell’Europa centrale in cerca di lavoro. Oggi la situazione risulta decisamente mutata soprattutto grazie al notevole sviluppo dell’attività turistica.
(* I Comuni storici ladino-fassani erano sette, ma dal 1° gennaio 2018, con l'entrata in vigore della Legge Regionale del 31 ottobre 2017, n.8, i due Comuni di Vich/Vigo e Poza/Pozza si sono fusi dando vita al Comune di Sèn Jan di Fassa/Sèn Jan).

 

Sèn Jan di Fassa/Sèn Jan

Secondo i dati del censimento 2011, in Val di Fassa si sono dichiarati appartenenti alla minoranza ladina 8092 abitanti su un totale di 9909 residenti.

L' Istituto culturale ladino/Istitut Cultural Ladin "Majon di Fascegn" è un Ente funzionale della Provincia autonoma di Trento istituito nel 1975 con sede a San Giovanni (Vigo di Fassa) nell'antico "Tobià de la Pieif", il monumentale fienile adiacente alla canonica della Pieve di Fassa.
Tra i suoi scopi statutari figurano la raccolta, l'ordinamento e lo studio dei materiali che si riferiscono alla storia, all'economia, alla lingua, al folklore, alla mitologia, ai costumi ed usi della gente ladina. L'Istituto promuove inoltre la diffusione della lingua e della cultura ladina attraverso i media, collabora con la scuola per valorizzare e sviluppare l'insegnamento della lingua e sostiene l'organizzazione di un programma di alfabetizzazione per adulti.


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