Provincia Autonoma di Trento - Minoranze Linguistiche

Logo stampa
 
Minoranze linguistiche
 

Il rito della stella in Val dei M˛cheni

Anche se in forma ridotta, nelle sere del 31 dicembre e del 1° gennaio rivive a Palù del Fersina e a Fierozzo, in provincia di Trento, l'antica tradizione del rito della Stella

In Val dei Mòcheni, il tempo e le stagioni sono ancora scandite da rituali e da avvenimenti che radunano la comunità nei momenti più importanti.
L’antica tradizione del rito della Stella, che ricorda l'annuncio della nascita di Gesù dato dai Magi, è uno di questi riti, vissuto e partecipato da tutti gli abitanti di questa magica valle del Trentino orientale.
I due paesi di Palù e Fierozzo costituiscono sicuramente una delle aree dove il canto della Stella, un tempo diffuso in tutto l’arco alpino, ha mantenuto la tradizione del rito paraliturgico con continuità e regolarità nel corso dei secoli.

I protagonisti della processione della Stella sono i Koskrötn, i coscritti (tutti i giovani, maschi e femmine; una volta erano coloro chiamati al servizio di leva nell'anno in corso) che all’inizio di dicembre imparano i canti dai depositari della tradizione, ovvero dagli Stelàri.
Gli Stellari rappresentano nella tradizione i Re Magi, che andando casa per casa annunciano la nascita di Gesù e portano la benedizione in ogni famiglia.

Invece del consueto pellegrinaggio, quest'anno a causa delle restrizioni l'evento verrà ridotto, ma non mancheranno i canti della Stella nelle giornate di giovedì 31 dicembre e venerdì 1 gennaio al termine della messa nelle chiese di Palù del Fersina, Fierozzo S.Felice e Fierozzo S.Francesco:  per ciascuna chiesa ci sarà un momento di benedizione della "Stèla".



Per informazioni:
Bersntoler Kulturinstitut / Istituto Culturale Mòcheno
Loc. Tolleri 67 - Palai en Bersntol/Palù del Fersina (Trento)
Tel.: + 39 0461 550073
E-mail: kultur@kib.it

 

 


Curiosità sui Canti della Stella:
Quella della Stella è una tradizione che si ritrova un po’ in tutto l’arco alpino, in particolare nei centri minerari della Carinzia e del Tirolo. L’origine dei canti è controriformistica. Lutero aveva infatti rigettato il culto dei Re Magi, nell’intento di riportare la festa dell’Epifania, il 6 gennaio, a quello che riteneva essere il suo significato originario, cioè il battesimo di Gesù. Furono quindi i Gesuiti a dare impulso alle processioni della Stella, anche se nel XVIII secolo esse caddero in disgrazia - essendo ormai degenerate in veri e propri bagordi notturni - e in Trentino furono per un certo periodo messe al bando dallo stesso Principe Vescovo.
Fino a poco tempo fa si riteneva che i canti fossero stati tramandati solo oralmente, ma nel 1996, proprio in Valle dei Mòcheni, è stato ritrovato un testo a stampa del XVII secolo contenente una raccolta di canti eseguiti ancora oggi dagli Stelàri di Palù. Autore della raccolta - il più antico documento di questo genere giunto fino ai giorni nostri - Don Giambattista Michi di Fiemme, nato a Tesero nel 1651, ordinato sacerdote a Bressanone nel 1677 e quindi curatore d’anime a Ziano di Fiemme.